Tanti anni mi sono occorsi per capire quanto siano importanti le piante.
Il saggio orientale spiega che per essere felici un giorno basta svegliarsi e viverlo,
per esserlo un anno devi ascoltare il ritmo delle stagioni, se vuoi una vita intera di emozioni bisogna essere fortunati e costruire un giardino.
Certamente il destino mi ha baciato e sto ancora vivendo l'emozione di misurarmi con tale esperienza.
Di fronte a questo impegno botanico, dovuto più al caso che a scelte coscienti, la mia ignoranza mescolata a tanta presunzione mi ha costretto più volte a fermarmi e devo ammettere che la fortuna di avere una buona guida ha evitato disastri irreparabili. Il concetto di giardino inteso come luogo in cui vivere è assolutamente personale, la natura si comporta come una severa maestra e spesso, o quasi sempre, le sorprese non macano. Li dove credi di poter ospitare la tua specie preferita ci sarà troppa ombra o troppo sole, mancherà l'acqua o il terreno sarà poco drenante. Spesso bisogna aspettare, aspettare e aspettare e proprio quando avevi perso le speranze qualcosa germoglierà; arriverà certamente un seme portato da chissà dove, forse dal vento, da un uccellino o da un ape e quindi proprio li dove tanto ti sarebbe piaciuto uno spazio pulito, il tuo giardino deciderà di renderlo suo riempiendolo di vita. Le specie che appartengono alla flora sono centinaia di migliaia di volte superiori in numero e in capacità di adattamento alla specie umana e anche dove noi abbiamo causato i disastri più terribili qualcosa rinasce. Ipocritamente ci definiamo preoccupati per la salute della terra, ma il pianeta ha vissuto con i dinosauri e certamente vivrà anche quando la specie umana farà posto a una nuova evoluzione di essa. Noi consapevolmente stiamo costruendo la nostra fine, alimentando con la tecnologia qualcosa che crescendo e imparando dall'uomo ne supererà le fragilità, e non avendo bisogno d'altro che di pochissima energia lo soppianterà per sempre o almeno fintanto che la nostra stella continuerà a brillare. Per ora sono certo che custodire con affetto e cura un pezzettino di Terra sia un ottimo motivo per sentirsi vivi, e che restare a contatto con gli altri viventi ci renda più umani, anche se tale definizione purtroppo è obsoleta.
domenica 13 settembre 2026
I.A.
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